gnote e dropbox (ma non solo)

Date: 18 Apr 2012 Comments:0

Ok questa è facile.

In ogni caso: tema. Vorrei sincronizzare le mie note di gnote con altri miei computer. Uffa, tomboy lo faceva.

Si ma tomboy succhia big time, ed è scritto in $linguaggio-assurdo-ho-già-troppe-virtual-machine-per-i-miei-gusti, quindi come me, o se non lo avete ancora fatto, passate/passerete a gnote.

Bello, leggero, omologo e importa le note.

La condizione per condividere le note con un’altro pc (o più di uno) è semplice e le operazioni non sono macchinose. Dovete ovviamente appoggiarvi a un qualche servizio di storage in cloud (io uso dropbox, ma van bene tutti).

Quindi:

  • chiudete gnote se è aperto (sai mai a non dire queste cose…)
  • andate in .local/share/ qui è presente la dir gnote con le vostre note
  • copiate la suddetta directory nel vostro share condiviso e fatela diventare un link simbolico
  • fate questo in memoria di mesu ogni altro computer che volete “sincronizzare”. E’ bene avviare “la prima volta” cmq gnote in modalità nativa e susseguentemente fare la trasformazione in link simbolico.

Di seguito, per comandi, quindi:


cd .local/share
cp -a gnote ~/Dropbox
mv gnote gnote.old #better safe than sorry
ln -s ~/Dropbox/gnote gnote

L’esempio è legato alla “MIA” configurazione di dropbox, YMMV.

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ssh e http proxy

Date: 6 Apr 2012 Comments:0

Ok, questo vi piacerà, almeno ad alcuni di voi.

Capita, per lavoro, di avere a che fare con fantasiose configurazioni e politiche di accesso alla rete molto restrittive, e nonostante si facciano richieste in teoria chiare e circostanziate, non sempre si riesce ad ottenere quello che si vuole.

In particolare, capita fin troppo spesso di trovarsi ad amministrare macchine dietro firewall draconiani e proxy solo http che rendono la possibilità di usare ssh, scp e compagnia un PITA[1]. Per questi casi, vale la pena di provare a usare corkscrew. Dalla man page:

corkscrew – Tunnel TCP connections through HTTP proxies

ed è esattamente quello che fa: usa un proxy pure http per effettuare connessioni tcp (ssh è l’esempio migliore, ma non l’unico).

Premesso che non fa i miracoli (ad esempio con ISAServer non va, nonostante la doppia combo corkscrew+ntlmaps) e il proxy deve supportare il metodo CONNECT, mi ha dato qualche soddisfazione.

Per usarlo:

oltre all’ovvio “installa corkscrew con un aptitude install corkscrew”, dovete:

  • creare o modificare il file ~/.ssh/config e aggiungere

    Host *
    ProxyCommand corkscrew *proxy* *proxyport* %h %p

    dove *proxy* è l’indirizzo o il nome del proxy e *proxyport* è la porta che usa il proxy
  • se il proxy è autenticato dovete anche inserire la combinazione utente:password in un file, e modificare la riga sopra come segue:

    Host *
    ProxyCommand corkscrew *proxy* *proxyport* %h %p /path/to/authfile

E infine provare.

Se tutto va bene, potete ora fare ssh, scp, e qualunque altra cosa sia tunnellabile[2].

Enjoy.

[1] Davvero non conoscete questo acronimo? http://en.wiktionary.org/wiki/PITA

[2] lo so, lo so. Tunnellabile è orrendo. Ma rende l’idea.

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copia via rete, il più veloce

Date: 12 Mar 2012 Comments: 4 so far

Se vi state chiedendo qual’è il metodo più veloce, unix way, per fare una copia via rete (una home? cough…), la risposta è: tar + gz e ssh. La compressione con bzip non vale la pena, scp è lento come la morte, rsync è comodo se fate più “passate”, ma la singola copia, è in assoluto più veloce, con questa riga:


tar zcf - mizio | ssh mizio@HOST-TARGET tar zxf - -C /tmp/

La riga è tratta da un esempio reale… ;)

Qui, trovate qualcuno che ha avuto la voglia di fare una comparazione reale.

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screen dopo sudo

Date: 15 Feb 2012 Comments: 2 so far

Inauguro il primo post dell’anno (ahem) con un dirty trick, ma che funziona.
Se come me, usate screen, vi sarà capitato di incorrere in questa simpatica non funzione: se cambiate utente con un sudo -u, comunque non siete in grado di riattaccare uno screen precedente e prendete invece questo errore:

Cannot open your terminal '/dev/pts/0' - please check.

Questo dipende dal fatto che quel file di device ha i permessi dell’user precedente ed è normale.
Il dirty trick che ci viene incontro, in questo caso è:

script /dev/null

A questo punto potete fare tranquillamente screen.

Questo succede perchè script crea un’altro pseudo terminal, questa volta con i permessi giusti, e quindi screen non si lamenta. Alla fine dovrete fare un exit aggiuntivo (uno anche per uscire da script).

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ubuntu e router wifi telecom alice

Date: 15 Dec 2011 Comments:0

Recentissimamente, un amico mi ha segnalato che aveva problemi di compatibilità con i suddetti router. E che tali problemi si verificavano solo con ubuntu, ovvero, windows funzionava benissimo.

La cosa mi ha sorpreso, ma non più di tanto: implementazioni “facilone” di router, specie di fascia economica, non è la prima volta che se ne vedono. In ogni caso, visto che mi pare di capire che questo oggetto venga dato di deafult agli utenti di questo provider, mi sono messo a cercare la soluzione (che sicuramente risiede in un qualche tweak del tcp). E come infatti, ecco la soluzione.

Per comodità la riporto qui, ma i crediti vanno tutti all’autore del blog enoiche illusioni.

In sostanza, si tratta di abilitare i syn cookies, e disabilitare il window scaling e il tcp congestion notify. A mero titolo di informazione: i syn cookies sono un meccanismo che evita il flood dei pacchetti flaggati syn. In teoria sono una cosa buona, ma se implementati in modo fantasioso, succede che il router droppa la connessione perchè il client è troppo efficace. abilitarli significa dire al router di non riempire la coda dei syn, ma di allargare la richiesta in modo da non droppare tutto.

ecn è un suo stretto parente, ed è un meccanismo che, se supportato dai due end-point permette di avere una notifica sul congestionamento del traffico per ridurre il rate. Poichè sono entrambi delle estensioni di protocollo, su implementazioni un pò pedestri del protocollo, fanno fatica a convivere – ripeto è un limite dell’apparato. Moltissimi apparati gestiscono entrambe le cose senza problemi. Comunque, nello specifico si tratta semplicemente di agire sul file /etc/sysctl.conf, con privilegi di amministrazione (sudo gedit, vi o quello che vi piace) e modificare

#net.ipv4.tcp_syncookies = 1

rimuovendo il commento. Occorre quindi aggiungere le due righe

net.ipv4.tcp_window_scaling = 0
net.ipv4.tcp_ecn = 0

In sintesi, il tutto diventa così:

net.ipv4.tcp_syncookies = 1
net.ipv4.tcp_window_scaling = 0
net.ipv4.tcp_ecn = 0

Salvare e riavviare. Ovviamente non è necessario riavviare, bensì è sufficiente digitare

sudo sysctl -p /etc/sysctl.conf

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smfpd

Date: 30 Nov 2011 Comments:0

Vi starete chiedendo che diavolo sia smfpd.

Se avete notato anche voi, un processo con questo nome, significa che avete una stampante samsung. smfpd è un demone che viene installato dal Samsung Unified Linux Driver.

La domanda successiva è quindi: ma mi serve? Il demone smfpd è un demone che si mette in ascolto sull’interfaccia di loopback, e fornisce alle device collegate su porta parallela accesso al tcp (porta 8822). Quindi la risposta è: si, vi serve se la vostra stampante è collegata tramite porta parallela, e solo in questo caso. In tutti gli altri casi d’uso (USB, ethernet, Wifi) non serve a niente. Ringraziamo tutti samsung per averci donato un demone che gira come root e si ciuccia un sacco di risorse.

Per disabilitarlo al solito:

sudo /etc/init.d/smfpd stop
sudo update-rc.d -f smfpd remove

E via.

Ovviamente se la vostra stampante è collegata in LPT va tenuto, ma ce ne sono ancora? ;)

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Rivoglio il menu su unity?

Date: 3 Nov 2011 Comments:0

Io no, ma molti, pare proprio di si.

A questo proposito, è uscito, come repository terze parti (PPA) un menuclassic-indicator che potrebbe fare al caso vostro. Se volete è una sorta di “best of two world”, riavrete il vostro prezioso e amato menu e potrete usare ubuntu recente e unity.

Personalmente non l’ho provato perchè come ho detto, è una cosa di cui non sento affatto la mancanza (e una feature che non usavo nemmeno prima), in ogni caso ecco le istruzioni:

- aggiungere il PPA di Florian Diesch, l’autore di questo indicator
sudo add-apt-repository ppa:diesch/testing
- aggiornare
sudo apt-get update
- installare l’indicator
sudo apt-get install classicmenu-indicator

Et voilà

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Citazioni (un giorno) celebri [1]

Date: 2 Nov 2011 Comments:0

fiolo, dacché il pianeta ha al massimo altri 5 miliardi di anni (probabilmente meno) prima di essere (1) sterilizzato da massiccie dosi di radiazioni elettromagnetiche causate dal collasso iniziale del Sole e (2) dal fatto che dopo il collasso iniziale il Sole espanderà la sua orbita sino a inglobare Marte, menarla con l’eternità non va molto in la.

E’ garantito la popolazione Italiana, Europea e mondiale vivranno in modo diverso nel futuro — come, quando e perché lo si vedrà, e se la vita sarà migliore o peggiore è una seconda cosa da vedere.

Federico Calboli sulla lista ERLUG

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Ammetto

Date: 1 Sep 2011 Comments:0

Ok, ammetto che il grandangolo di Woo è un gran bel giocattolo.
Grazie per avermelo prestato.

Article source: http://tannoiser.wordpress.com/2011/09/01/ammetto/

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Metti un tigre nel motore

Date: 31 Aug 2011 Comments:0

Ah, le gioie della bolognina.

Article source: http://tannoiser.wordpress.com/2010/07/19/metti-un-tigre-nel-motore/

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